La Soffitta di Carlo Bordogna
Solo Andata
Qualcuno ne sarà sicuramente tentato ad andare subito alla R2D magari per uscirsene con un “l’era insci bela ier” beccandosi però del cippaiolo dal Gandula.
Una gara è diversa dall’altra e se questa volta eravamo presenti a vele spiegate, anche quando “l’era bela” è capitato che non tutti i nostri finissero la regata. Questa settimana è toccato ad Andrea (Pavan) e a Lorenzo (Gagli).
Pavanone si è subito scoperto con uno spinnaker (leggi drive) “bucato” e doppiata la boa in qualche modo (-3 sulle seconde) ha attraccato per tempo (-1); al secondo giro fiocco e randa lasciavano a desiderare e nemmeno c’è mai stata la possibilità di regolare bene i winch (leggi putt); senza birdie (+6) , giunto in banchina ha incontrato solo l’ultimo membro della giuria che gl’indicava dove ormeggiare per non intralciare le barche che sarebbero uscite il giorno dopo.
Lollo credo che non abbia ancora trovato la velatura giusta per la sua barca e dopo il colpo di pistola ha subito perso contatto (+4 dopo le prime nove); altre volte si sarebbe arrangiato chiudendo poi con una stupenda bolina che pur c’è stata (vedi i tre birdie nelle ultime quattro delle sue prime nove ; 10/18), ma poi incontrata qualche difficoltà con la deriva ha finito con lo scarrocciare.
Tanta la voglia dell’amico Fritz (Federico Colombo, 81°) di farsi schedare nella R2D; la scelta di farlo da maglia nera, non va certo condita via col ……de gustibus ; probabilmente il solo scramble del terzo ( ma anche i non molti di più del quarto) hanno segnato un inaspettato ritorno di questo suo passato tallone d’Achille che non vedo però come un campanello d’allarme e quindi presto lo vedremo indossare altre maglie.
Difficile capire le due musate finali (doppio alla 9 e 18) di Matteo (Manassero, 47°) che gli hanno rovinato sia due giri da “mani di fata” sia uno (il secondo) “alla Chicco”, anche se credo che quel -5 del sabato sera lo abbia visto imbronciato alla recording area per tre volte consecutive; di conseguenza una quarta non lo ha alterato più di tanto.
Dodo, (Molinari, 23°), purtroppo, per via del polso non guarito, gioca con 13 bastoni (no drive) e quindi s’è trovato a giocare un campo diverso; destreggiatosi quasi da acrobata non si è certo limitato alle uova strapazzate, ma gli sono riusciti anche soufflé e timballi e quindi non ha smentito di essere …ingegnere “creativo”! Bravo!
E’ fin monotono curiosare nei GIR (59) di Chicco (Molinari, 16°) comparandoli coi primissimi e soprattutto con chi è intrinsecamente della sua “taglia”, (questa volta, direi il solo Westwood); il suo gioco, e così pure, le sue vittorie sono da tempo talmente un “dato di fatto” al punto che lui non sente il bisogno di farsi crescere i baffi ( sarebbe buffo vederlo) per poterseli leccare!
In Australia Giulia (Sergas, 37°) è rimasta un po’ sotto l’ombrellone abbronzandosi poco, mentre Diana (Luna, mc) non si è nemmeno messa in costume da bagno; ma forse hanno voluto lasciare un po’ di maggior spazio ai maschi. Veronica (Zorzi) non lascia nulla al caso: dopo aver mancato la prequalifica a questa seconda gara in Australia, si spinge fino in Nuova Zelanda. Speriamo che non sia il caso a non lasciare nulla a Veronica.
Ma-Rocco?? Sono scesi in campo solo …i suo fratelli; quasi la metà a premio con due top ten: Matteo (Del Podio, 2°) e Niccolò (Ravano, 4°).Ottimo inizio stagionale!
Non rinvio certo alla prossima settimana i complimenti per la vittoria di tappa di Matteo (Del Podio) anche se il ritardo con cui soffitto è oramai cronico e non certo commisurato all’Alps Tour che è sicuramente un buon girello, da dove occorrerebbe sganciarsi in fretta, anche se, per ragioni di calendario, è sbagliato snobbarlo come insiste a fare Nino Bertasio.
A tenere compagnia a Matteo, nei top ten, oltre il “fedele” Niccolò (Ravano,8°), leggo Andrea (Rota,6°) e Luca (Galliano, 8°) che in quanto non ex GIN, come già detto altra volta, godono se non del mio tifo di una mia favorevole aspettativa.
Un po’ d’abbronzatura l’hanno presa Andrea (Bolognesi,2°) e Filippo (Bergamaschi,3°) alla fine di questo sperimentale “tour dell’avvenire” sudafricano che penso sia stata un’esperienza interessante per tutti anche se non ad “effetto immediato” visto il trend che arriva dall’Internazionale portoghese dove, a naso, mi sembra che il nostro contingente sia secondo solo a quello inglese e francese che probabilmente non è tutto a carico delle proprie federazioni.












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