17 May 2012
 

La Soffitta di Carlo Bordogna


2011 I Soliti Noti

Faccio un piccola variante distinguendo il 16°-30° dal 31° -60° più che altro per sottolineare la ferita procuratasi a Dubai da Matteo finito di nuovo al 31° posto: cioè fuori da una delle varie exemption all’Open Champ’ship.
Tra i secondi  incontriamo due Ryder Cup player: Ross Fisher ( 52°/2011-16°/2010) classe ’80 e WR da 34° a 100°! e Dodo che credo sia sufficiente visitarne il sito e leggere quanto dichiara per capirne la sua sofferta e dispiaciuta contrarietà per questo suo 2011 che oltretutto si chiude con un’ infiammazione al polso che è sempre una brutta spada di Damocle.

Il primo, che ammiro molto, per tutta una serie di combinazioni, è l’unico col quale mi spiace non avere un rapporto personale. Mi sono goduta la sua vittoria a Killarney in lungo ed in largo( rintuzzò tutti i salti mortali di Padraig (Harrington) che s’illudeva di poter vincere), che gli aprì la porta alla selezione che avevo pronosticato da tempo; poi al Celtic Manor m’aspettavo che il suo match contro Overton andasse nell’esatto contrario: down all’inizio e poi fiume in piena dal turning  point della 12 in poi.. Cresciuto a Wentworth nel maggio 2007 andò in gondola (84) trovandosi la domenica in ultima partenza con Broadhurst che ..lo scopiazzò (80). Nel 2011  non ha staccato il ticket da TW e quindi, al suo livello, è stagione da dimenticare; aspetto di vederlo quest’anno anche se temo che non vi sarà un grande scatto di reni.

Ovviamente nessuno del gruppo 31°-60° lo si legge nei top 50 WR, ma fa specie, appartenendo al gruppo 16°-30°,  leggere fuori dai top 100 Richie Ramsay (28°/2011-47°/2010) classe ‘83, WR 103° che però ha la minor anzianità di membership di tutti gli altri. “Collega” di Dodo allo US amateur 2006,  lo fu anche al Masters 2007 (mc). Lo conosco pochissimo e alcune sue prestazioni eccellenti (Golf National, Castellon e Valderrama)  ho finito a seguirle più sul tabellone della sala stampa, piuttosto che , come avrei voluto, in campo.  Probabilmente anche a Medinah non vedremo uno scozzese in squadra, ma per gli Stuart la cosa sarà inaccettabile a Gleneagles al punto che suggerisco già di puntare su di lui.

I 16 soliti noti di questo gruppo possono essere così suddivisi: 3 extraeuropei, 6 britannici e 7 continentali. Il numero è appena oltre la metà dei posti disponibili; il che significa che nel tour sono in tanti a sgomitare, ma chi disciplinatamente si trova in fila all’inizio della anno  nulla può fare nel vedersi sorpassato se non il …causa del suo mal pianga sé stesso.

Y.E. YANG (33°/2011-37°/2010) classe ’72, 45° WR; coreano, imperscrutabile e se qualcosa esprima dalla faccia, direi quella di un killer orientale in un film di James Bond. Non ricordo nulla del suo grande scoop al HSBC 2007, ma nella sfida con Tiger nel 2009 si intuiva abbastanza chi alla fine sarebbe andato al tappeto. Mi va benissimo vedermelo ogni tanto in televisione, ma di certo non farò buche supplementari   a Wentworth per vederlo in campo.
Retief (Goosen) (42°/2011-24°/2010), classe ’69, WR ex 16° ed ora fuori top 50! e Ernie Els (51°/2011-7°/2010), classe ’69, ex 1°°WR ed ora fuori : ovvero due mostri sacri mai stati trascinatori di folle, ma dei Chateau Lafite Rothshild per veri intenditori. Mi ha sempre più interessato seguire il primo che il secondo e confesso che il come diede scacco matto alla USGA- che a Shinnecock mancava ci mettesse anche le botole sui green - mi lasciò esterefatto ed in particolare un suo tee-shot ad un par 3 con una bandiera concepita solo da una mente bacata! Carriera infinita per entrambi e sicuramente mai finita, soprattutto per il secondo che nel 2010 vince ancora un WGC,  anche se il meglio è acqua passata. Trovarseli in questo gruppo è per loro una vera e propria diminutio capitis.

Tra i britannici annovero persino dei simpatici Robert (Rock) (34°/2011-57°/2010) classe’77, WR 123°, Jamie (Donaldson) (38°/2011-46°/2010) classe’75, WR 86° e Peter ( Lawrie) (58°/2011- 36°/2010), classe ’74 WR 153°, e degli indifferenti Rhys Davies, (56°/2011-16°/2010), classe ’85, WR 149° e David Horsey (43°/2011-32°/2010) classe ’85, WR 121°

Tutta notami da tempo immemorabili la terna svedese Robert (Karlsson) (37°/2011-6°/2010), classe ’69, WR 24°, Johan (Edfors) 40°/2011-59°/2001, classe’75, WR 109° e Fredrik (Andersson Hed) (39°/2011-22°/2010), classe ’72, WR 101°, mentre l’accoppiata francese mi è venuta a taglio che erano già pro.

Strana , ma vera l’assenza di spagnoli che troveremo tra i “soliti notissimi” e dove Re Juan Carlos si toglierà volentieri il cappello per il come ci è arrivato un novello Marchese Gonzalo (Fernandez Castano) che non ha bisogno di ripetere la famosa battuta di quello romano per far capire la sua classe golfistica e che …lui è lui!

Robert , da quel lontano 2003 che lo vide, in veste di teacher, sul leaderbord di Wentworth a 9 buche dalla fine – cosa che puntualmente e comprensibilmente lo “ubriacò”, ha remato per anni sempre a tre cifre scoprendo a fine 2005 anche la QS; poi la sua via di Damasco fu il 2009 (addirittura 29°) dove però per tre volte  finisce runner up (ma non in banca all’Irish Open dove perse il play off dal “panzone” ancora amateur). Ha navigato sempre a tre cifre anche nel WR (suo picco il 105°) nonostante che nella stagione 2011 abbia finalmente assaporato la vittoria (Open d’Italia); direi un tipico minore “eccellente” del ‘800 per il quale tifai nel 2003 per il suo passaggio da affiliated a full member; cosa che avvenne per il rotto della cuffia (116°) anche grazie ad ulteriori inviti, oltre i 7, fruiti post Crans in funzione dell’aver raggiunto i soldi vinti nel 2002 dall’ultimo posto utile per il mantenimento della “carta” (Paul Eales!)

Jamie, ha avuto una stagione positiva in quanto raggiunge la sua miglior posizione in carriera nel WR. Carriera ripartita due volte sempre dal Challenge (2001 e 2007), ma escludo che per lui valga il “non c’è due senza tre” in quanto oramai consolidatosi. Probabilmente quando attaccherà la sacca al chiodo sarà uno dei “mai TW” ben contento però di cosa aver scelto per il cosa fare da grane!; è un mini Belloni già manifestato da amateur al Brabazon Trophy 2000, ma non al Eisenhower Trophy 2000 dove non fu certo “palla al piede” di Donald e Casey nella vittoria di GB&Ireland.

Peter, ovvero Mister Bean; stagione assai opaca, ancorché con pochi tagli mancati, ma con soli due top ten di cui uno seguitolo con piacere a Killarney. Sconfisse Garrido al play off all’Open di Spagna 2008 e ricordo che il mio dispiacermi con Ignacio, poche settimane dopo, fu da vero …coccodrillo. L’essere un solito noto è quasi diritto acquisito; non credo di sopravvalutarlo solo perché mi è anche simpatico anche se è poco irlandese , ma piuttosto un nostrano che tutte le mamme vorrebbero come genero!

Di Rhys Davies e David Horsey ho scritto essermi indifferenti, soprattutto se  comparati  al gallese ed inglese appena sopracitati; in termini di qualità di gioco Horsey non lo posso certo ignorare e così pure Davies, ma solo in termini di qualità di putting.

Coetanei, con  Horsey con un solo anno in più di anzianità di membership;  mentre però il calo di Horsey dalla miglior performance in WR (77°/settembre 2010 all’attuale 121°) non è affatto allarmante, quello abnorme di Davies (44°/giugno 2010) era scontato. Di Davies ho seguito in tv la sua vittoria in Marocco, poi ancora i suoi secondi posti a Madrid e al Celtic Manor, dove mi apparse quasi ridicolo il tentativo di sfregugliare  GMac con i 22 putt del quarto giro. Finalmente a Vilamoura 2010 lo becco al terzo giro in partenza con Chicco; a parte vedergli fare tre putt alla 13 ebbi conferma che sul farla “rotolare” (22 su 17 buche!), oltretutto con un putt old fashion che impugnerei volentieri, è un …ar-pista, mentre sul farla “volare” è solo un ….fuori-pista. E chi lo candidava alla Ryder 2010, anche se per wild card in quanto gallese, può darsi del cippaiolo!

Horsey , con il 2011 ha  in comune anche la vittoria in Marocco già peraltro anticipata da quella a Monaco nel 2010  meritatissima anche se dovuta ad un incartamento iniziale di Ross Fisher che preannunciava il suo voler arrivare in Ryder. Quest’anno l’ho seguito molto meno di quello che volessi, ma per pura combinazione ho avuto modo di osservarlo (come l’anno precedente John Parry) al campo pratica di Castellon; ne ricavai da entrambi la stessa impressione: due pischelli già troppo tendenti all’atteggiarsi “ganassa”. Horsey ne ha sicuramente più titolo di Parry e cercherò di osservarne il comportamento nel 2012, sperando di considerarlo diversamente, visto che tecnicamente è più che valido.

La terna svedese è come un mappamondo con Robert al polo nord, Fredrik al polo sud e Joahn all’equatore.

Recensire Robert, pupillo storico fin dallo Youth’s Champ’ship ‘89  sarebbe come giudicare un pesce da come nuota; ha giocato assai meno sul ET e a Dubai non ha fatto il botto; quando nel 2004 me lo vidi finire a tre cifre, con anche tra gli mc quelli di Tolcinasco e Crans, non ci volevo quasi credere. Poi certo quando perse da Dodo in Giappone mi finì ….simpaticissimo, al contrario di quando a Colonia 2008 resistette all’attacco di Chicco. Ai poco più anziani ryderisti svedesi (Parnevik e Johansson) ha già strabagnato il naso!

Recensire Fredrik obbliga elogiare solo l’anagrafe svedese che consente di aggiungere al proprio il cognome della moglie; l’effetto, seppur a scoppio ritardato, è stato pari ad una metempsicosi.  E’ sempre sbagliato ricorre al “pippa” per tarare un member, ma è innegabile che lui lo è stato per davvero e per tanti anni. Se non capivo Robert nel 2004 figuriamoci se capisco Fredrik dal 2010 ad oggi, ma non me faccio certo un cruccio. Quest’anno poi che a Castle Stuart, dopo un giro già allucinante (-8 dopo 15), lo conclude proprio sotto i miei occhi con l’eagle tanto per soffiare il secondo posto (ancorché parimerito) a Lollo, il …ffffoligno m’è uscito dal cuore! Resto cmq convinto che la metempsicosi  a golf non esiste!

Johan, mi fece ovviamente arrabbiare ad Ascona nel ’93 (Europeo a Squadre Bpys) perché insieme a Kalle Brink furono gli artefici della nostra sconfitta, ma vuoi perché  castano o vuoi perché con uno swing ancora meno guardabile di quello di Jacobson, mi entrò positivamente nel mirino tanto da dispiacermi di quanto polvere gli vidi mangiare dal ’97 al 2003; arrivato sul main tour dal Challenge nel 2004 salta come un birillo, ma nel 2006 arrivatovi dalla QS 2005 esplode ( 3 vittorie).  Di certo non poteva mantenersi fra i top 15, ma tra i soliti noti ( terzo anno consecutivo) ci sta comodo come un Lord davanti al caminetto con sigaro ed armagnac. Miglior performance di quest’anno a Wentworth dove, in attesa di Matteo alla 4, l’ho seguito al sabato e domenica avanti-indietro tra la 4 e la 6 giocate sempre in regulation con birdie, par, par. E’ tuttora scapolo, forse perché si sente Sansone ( in effetti nei primi anni bui era rapato) e teme d’innamorarsi di una Dalila!

Bordeaux e Lione sono abbastanza lontani tanto quanto Raphael (Jacquelin) (36°/2011-39°/2010), classe ’74, WR 106° e Gregory (Bourdy), (47°/2011-55°72010) classe’82, WR 124°,  sia nel gioco sia nel scegliersi  moglie e fidanzata: l’una bellezza giunonica l’altra …tascabile, ma bella vera!  

Raphael, pour non essendo parigino, era il cavallo sul quale la Federazione puntava per rivedere un francese in Ryder ed invece, nonostante che ne fosse un habitué, non se l’è visto nemmeno al Seve Trophy giocato a St.Nom; ha uno swing a passo di danza, che contrasta con l’ormai sua scelta di apparire invece un Robinson Crosuè. Non rivince dal 2007 e la cosa è alquanto enigmatica; è un abbonato ai top 60 o meglio, tant’è che lo stesso Patino all’addio di Valderrama 2008 in carozzella sul tee della 1 a salutare i giocatori si stupì di non vederlo (finì 71°). In poche parole direi un ottimo giocatore che si esprime sempre sotto le aspettative.

Gregory, che ha un naso alla Wagner, ma per ora  le due prime vittorie possono essere paragonate a quelle opere che Wagner non voleva venissero rappresentate a Bayreuth,( tipo Rienzi o  Fliegender Hollaender) ma  quella di Hong Konk 2009 davanti a McIlroy e Chicco, , la possiamo benissimo paragonare al Tannhaeuser! Debutta nel 2005 grazie alla QS 2004, finisce 118°, non si salva alla QS 2005 ed affronta la stagione 2006 in cat.12; riesce a giocare 20 gare agguantando il 102° posto. Se fosse che fin dall’inizio avesse lavorato con Olivier Leglise (tuttora suo coach) ecco un nome che non ha certo dovuto guarire un “malato”, ma ha sicuramente formato un member a vita. Per ora è un abbonato ai top ’60, ma al Tannhaeuser,  farà seguire almeno un Parsifal al punto che gli consiglierò di farsi una vacanza a Ravello (che ispirò Wagner a scrivere tale opera). Stagione 2011 a due velocità: prima in quarta, poi in retromarcia ed anche a Valderrama gli ho solo visto delle gran brutte buche, ma, pur essendone tifoso, non credo di sopravvalutarlo.

Il gruppo 16° -30° necessita di una soffitta bis.

 



 

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