17 May 2012
 

La Soffitta di Carlo Bordogna


2011 Gli Emergenti

Di base sono quelli che debuttano ( non tutti per la prima volta) a Dubai; a questi assimilo i tre affiliated member che pur non ripetendo l’exploit di Matteo del 2010, sono diventati full member e financo TW.

Il “personaggio” e Sir Henry Cotton Rookie of the year, è Tom Lewis, classe ’91, Walker Cup player 2011, che bucato il coup de theatre di Rory McIlroy al Dunhill Links Champ’ship, al successivo appuntamento in Portogallo, al quarto giro, visto che i ritorni fiamma di chi gli era dietro si fermavano al – 18 ( da lui non ancora raggiunto dopo la 12), improvvisatosi giocatore di biliardo, infila un filotto di birdie tra la 14 e la 17 chiudendo a -21 godendosi nella saletta riservata ai leader in club house, l’arrancare di chi gli stava davanti (tra i quali Lollo che non reggeva al quarto giorno consecutivo di febbre), tifando per il più giovane (Raphael Cabrera- Bello, 2°) che dopo il disastro della 12 non poteva più raggiungerlo.

Tom Lewis era venuto alla ribalta all’Open Champ’ship dove oramai a Tom Watson spetta il ruolo di “balia”, ma ammalandosi al secondo giro a Castellon s’è precluso il titolo di “neo pupillo” che penso non avrò difficoltà ad assegnarli l’anno prossimo, anche se l’aver mancato Dubai per soli poco di 40mila euri, causa il flop del secondo giro al Barclays ( forse di nuovo per  ragioni di salute) gli rappresenta un piccolo neo. Suo collega post Walker Cup è lo “speranzoso” Andy Sullivan: da me erroneamente non fiutato nella relativa soffitta, ma che segnalo tardivamente come non garibaldino inglese.

Gli altri due affiliated member sono l’americano Ryan Moore ed il sudafricano Jbe Kruger. Del primo, 73°, non ho capito il senso della membership costruita sui solo WGC e Major senza poi aggiungervi altro onde partecipare a Dubai bucato per ca. 70mila euri. Il secondo, classe ‘86 potrebbe essere una novità interessante visto che la cat.8/ 2012 se l’è portata a casa in novembre dove si è vinto , in cinque consecutive gare, quasi 150mila euri dei 332.289 vinti per un ottimo 92° posto.

In coda ci sta anche una citazione per Fredrik Jacobson, classe’74, che avendo chiuso al 44° posto, senza poi andare a Dubai come del resto Justin Rose, essendo cat.15 mi aveva fatto cadere in errore nel determinare l’ultimo posto utile (118° Price e non 117° Maybin) al mantenimento della carta. Fredrik, come swing è rimasto inguardabile - a differenza di Johann Edfors che, rispetto ad Ascona ’93 (europeo boys), l’ha migliorato – ma mentre sostenni al Boys Championship ’92 al Royal Mid Surrey che, nonostante essere finito runner up, tra lui ed Leif Westerberg c’era quasi il giorno e la notte, era scontato che soccombesse  di fronte alla furia kaymeriana a Shangai. Svedese  traslocatosi sul Pgatour da tempo, ora ha sicuramente ambizioni di Ryder che non scandalizzerebbero nessuno.

Avendolo citato Raphael (Cabrera-Bello) (30°/2011-78°/2010), classe ‘ 84 , è dal gruppo dei cat.7-8-9 che inizio l’inventario degli Emergenti. Col suo 30° posto ha beffato Matteo che arrivato 29° ne è uscito 31°. Il suo ritorno a Dubai non significa che si esprima al meglio negli anni dispari, né tantomeno che non amasse Valderrama, significa solo che ha trovato la sua dimensione, rispetto al debutto del 2007 che avevo intuito fosse zoppicante fin dall’Irish Open, dove ebbi modo di monitorarlo;  in prospettiva lo vedo però più “medalista” che altro.

Nei restanti strabuzzo gli occhi nel trovarvi David Lynn (35°/2011-84°/2010) ed Hennie Otto (53°/2011-106°/2010) che pur non essendo “debuttanti” non hanno  lo spessore da top 60, ma di intruffolati se ne incontrano tutti gli anni; basti pensare ai McGrane, Maybin dell’anno scorso o ai Drysdale ed Hedblom del 2009!

Mark (Foster), (32°/2011-91°/2010), classe ’95,   compaesano di Lee (Westwood) è la prima volta in carriera che lo ritrova all’ultima gara, mentre per i primi dieci anni manco lo incontrava in nessuna gara non avendo la “carta”; quest’anno  poi era ad un passo dal potergli già dare appuntamento al The Open perché ancora a fine ottobre era 23° nella R2D; poi causa i risultati a Singapore, Malesia, Hong Kong arriva a Dubai giusto giusto al 30° posto finendovi “collega” di Matteo. Probabilmente un’occasione così a portata di mano non gli capiterà più e siccome mi è stato “boy”, ancorché polemico col suo allora Capitano, ne immagino il suo dispiacere, ma anche la sua convinzione!

Felipe Aguilar, (53°/2011-116°/2020) classe ’74; l’anno scorso si deve essere preso un tal spavento all’idea che a Wentworth mancasse la bandiera cilena, che quest’anno grazie un 13° posto a Wentworth, si posizionò  fin da allora al 53° posto; lo ha pressoché mantenuto con le unghie e coi denti anche grazie al terzo posto in Portogallo; vistolo solo in tv mi ero riproposto di monitorarmelo a Castellon, forse più per una certa sua somiglianza a GL Pietrobono che per altro, ma vi mancò il taglio.

Christian (Nilsson) (60°/2011-71°/2010) classe ’79, è un debuttante sicuramente felice come un Pasqua; non so se lo sarà anche l’anno prossimo che già lo candido “gambero” anche se di poco; fisicamente è un bulldozer, ma è anche falloso: 11 tagli mancati sulle 28 gare che lo prevedevano non sono pochi; poi sia ad inizio che a fine stagione ha realizzato dei bei top ten compreso in Portogallo  dove credo sia stata la sua seconda volta a trovarsi in ultima partenza al quarto giro ( dopo quella a Castellon 2010 che di certo non impensierì  Matteo).

Il grosso degli Emergenti lo si ritrova nei TW 2011, ma il vero capolavoro l’ha realizzato Thomas (Levet), classe ’68 vincendo in patria anche perché che il “re” (per due volte consecutive) fosse solo Jeff Remesy gli stava sicuramente un po’ sul gozzo. Causa aereo mi sono perso la premiazione ed il suo tuffo che gli costò la rottura di un tallone ed uno stop forzato fino a metà settembre. Non ho capito perché non sia stato nominato capitano al Seve Trophy, visto che a differenza di Jean Van de Velde, quando si trovò a poter vincere il The Open (Muirfield 2002), non lo perse come lui. Thomas è quasi un amico, ma non come Costantino che fu “re” nel ’93; è quasi a fine carriera, ma resta e resterà personaggio che spero, finita l’esenzione, riesca a mantenersi la cat. 9 fino al 2018 che lo vedrà tra i vice di Ryder!

Chi è emerso senza vincere nell’anno è Shane Lowry (62°/2011-41°/2010) classe ‘87; non mi convinse nel 2009 quando vinse in patria da dilettante e, sbaglierò, ma continua a non convincermi ora e non solo perché in quanto obeso non è un buon esempio di atleta e nonostante i due birdie a Valderrama vistigli alla 12 e alla 15 (quando però non vi era il tourbillon di quando , anni addietro, li realizzò Broadhurst); da buon testone aspetterò di vederlo quando e se si ripeterà TW da professionista.

James Morrison (57°/2011-61°/2010) classe ’85 è l’altro a non aver vinto nell’anno;  lo confondo spesso con Scott Jamieson e l’ho totalmente trascurato durante l’anno ( dopo non averlo commentato positivamente sia negli Speranzosi bis 2009 sia negli Sbarbati 2010), dopo averci preso, a differenza che con a suo tempo Pablo Larrazabal,  il sabato al Golf National quando, a due amici che me lo chiedevano, dissi che il suo essere in ultima partenza era una condanna più che una gioia; e difatti tra lui ed un birillo in quella domenica non vi fu differenza!

Un bel ritorno fra i TW è quello di Paul Lawrie (18°/2011-69°/2010), classe ’69;  oltre a vincere in Andalusia (Malaga), la sua stupenda posizione finale nasce dal suo testa a testa con Alvaro Quiros a Dubai che mi sono perso perché in volo verso la QS. Trattasi di giocatore proveniente dalle fila degli insegnanti che però presa la carta nel ’91 al secondo tentativo fini a tre cifre in odm solo nel ’95 e 2004, mentre per più di 10 volte finì nei top 60; ciò nonostante, anche quando zampettavo da un match all’altro, se dicessi che non perdevo occasione di seguirlo direi una bugìa in quanto mi è sempre apparso come un ottimo filetto in crosta del tutto però insipido e privo di paté come altrettanto fu alquanto la sua vittoria a Carnoustie ‘99  peraltro costruita,  a prescindere da Van de Velde, nelle buche occultamente ostiche (le prime tre/quattro delle seconde nove), ma solo perché offuscate dalle terribili  15-16-17 nell’abituale vento!

L’assente ha sempre torto tranne che  Justin (Rose) (55°/2011-31°/2010) classe ‘80  non giunto a Dubai, peraltro conquistato in zona Cesarini,  per stare vicino alla moglie Kate che partoriva. “Pupillo” da sempre, ancorché full member del Pgatour, il che spiega il suo 18° posto nel WR,  rispetta oramai anche il quorum europeo dove gode di esenzione fino al 2017 grazie alla vittoria in odm 2007; questo mi consente d’incontrarlo ogni anno anche se quest’anno ho dovuto aspettare Valderrama, visto il suo flop a Wentworth. Al Masters invece  si ritrovò alla pari con Dodo ( 11°) come ai tempi del McGregor Trophy ’96. Justin è sempre stato più bravo di quel che io supponessi, ma alla Ryder 2012 non penso che ci arriverà .

Michael Hoey, (25°/2011-90°/2010), classe ‘79 convalida la mia teoria che avere in curriculum l’Amateur Champ’ship da più alone di fama che garanzia di qualità. Dopo i fiaschi a più d’una QS e quello del 2006 giocato in cat.10, con la carta presa alla QS 2008 sembra essersi messo in careggiata, vincendo già nel 2009 il suo primo titolo  all’Estoril e poi ripetendosi quest’anno a Madeira e facendo il botto al Dunhill Links Champ’ship dove si tolse lo sfizio di tenere a bada addirittura il compatriota  Rory, a conferma del grande periodo nordirlandese che fa schiattare Padraig ed l’oramai ristretta cerchia dei suoi compatrioti, ma anche gli inglesi che vi vedono dei sudditi …impertinenti! Se avesse avuto sempre lo stesso coach sarebbe un caso di un “malato-guarito”.

Gli ultimi tre Emergenti sono dei quasi pupilli: Alexander (Noren)(14°/2011-85°/2010) classe ,82, Pablo (Larrazabal) e Nicolas (Colsaerts).

Alex, dopo un solo fiasco alla QS 2005 entra nel tour via Challenge 2006; in un’illusoria lista d’attesa a Tolcinasco 2006, gioca un giro d’allenamento con Dodo e Chicco che me lo segnalano; è un emergente consolidato perché  alla sua quinta stagione è la terza volta che finisce nei top 60; per contro quest’anno, che s’intruffola nei top 15, direi che abbia toccato il cielo con un dito; le  sue due vittorie (Celtic Manor e Stoccolma) più il bonus alla R2D rappresentano poco più del 50% delle sue vincite e quindi significa che nelle restanti 26 gare, salvo qualche taglio mancato, è stato un martello pneumatico o meglio un indefesso spaccalegna che imita nel suo swing di prova; sicuramente non fa mai uso della fotocopiatrice svedese ed è quindi una novità nordica interessante.

Pablo, (17°/2011-88°/2010), classe ’83, sprizza simpatia da tutti i pori anche se la bellissima fidanzata gli trova sicuramente anche dell’altro! È il classico genialoide poco prevedibile; a Monaco ha portato rispetto a Sergio (Garcia) nel play-off per un po’ poi visto che non si decideva a vincere….gli ha bagnato il naso; non ha brillato negli open che ho seguito, e questo mi ha tolto un po’ di divertimento; difficile prevedere cosa farà …da grande, ma il giorno che riuscisse ad essere invitato al Masters potrebbe succedere il fattaccio. In Spagna per ora, a parte l’antagonismo tra catalani e madrileni, subisce l’ombra del borghese rispetto al nobile (Gonzalo), ma a El Prat è giustamente portato in palmo di mano!

Nicolas (20°/2011-67/2010) classe ’82;  nel 2000 fece stupore che un maggiorenne da un mese si prendesse la carta e difatti se la perse subito e poi fiascheggiò più volte arrivando nel 2009 a giocare il Challenge senza categoria iniziale finendovi 3° dietro ad un Dodo mattatore ed un Philip Lima che c’entrava poco come dimostrato in seguito; ha quindi indicato la strada a Pavanone che probabilmente gli bagnerà il naso in breve tempo; è alla prima vittoria (China Open), ma fece più rumore il suo arrivare alla semifinale al Volvo Match-play; allo Scottish Open dopo la galoppata di Lollo mi sono goduto la sua per il secondo posto, causa l’imprendibile Luke Donald, scippato ad entrambi dall’inaspettato eagle finale di Fredrik Anderson Hed che non capirò mai come abbia fatto a nascere e non ha rinascere visto per lustri e lustri è stato un Carneade notissimo fin dai tempi dove a Le Querce (’92), insieme a Cevaer, tentava di ostacolare la vittoria di Massimo Scarpa a quel Europeo Individuale.

Ora arriviamo ai veri Emergenti e cioè in primis al compagno di ventura di Lollo che uscito dal Challenge 2010 con un miglior numerino d’ingresso gli è poi finito alle spalle a Dubai, leggi Scott Jamieson, ed in secundis lo scugnizzo danese Thorbjorn Olesen che forte della sua categoria 10, non ha mai dovuto preoccuparsi dei re-ranking, a differenza di George Coetzze e di Jaco Van Zyl.

Scott Jamieson (54°/2011), classe’83 confermerebbe dopo Jaco Van Zyl, che il rookie of the year è legato all’anzianità del passaggio a pro (primo anno) non contando l’eventuale periodo fatto precedentemente da affiliated member (vedi ad esempio Gonzalo) e non al primo anno di full o “half” ( leggi cat.13 di Olesen nel 2010) membership. Il criterio è opinabile ed influenzato anche dalla discrezionalità della giuria che ovviamente da un peso all’essere TW, anche se ha permesso a Matteo di esserlo nel 2010 pur finendo dietro a Rhys Davies. Detto questo, come scritto poco più sopra, è il giocatore che confondo con James Morrison che però, vistolo di sguincio nel diluvio di Castle Stuart, quando lettolo in ultima partenza non dissi che avrebbe fatto la fine di un birillo; credo sia anche diverso in meglio di Knut Borsheim  al quale non è stato sufficiente il 2° posto in Kazaghstan. Siccome lo abbino per eufonia a Jamie Donaldson vedrò di monitorarlo per benino nel 2012.

Thorbjorn (Olesen) (48°/2011), classe ‘89 era già pupillo in pectore alla QS 2009 che lisciò d’un solo colpo. A I Roveri è stato pressoché l’unico straniero che ho seguito un pochino, perdendomi però la rimontona del suo 62 finale. Al Golf Nazional ho tifato anche se alla fine ho preferito che il suo bogey finale non costringesse le “roi” Thomas al play-off. In più di un occasione l’ho però beccato in borghese vestito troppo da fighettino e questo, a parte un piccolo infortunio che spiegava i tagli mancati dopo un brillante inizio stagione riacutizzatosi proprio al El Prat  costringendolo prima al ritiro e poi al riposo fino a Wentworth (mc), soprattutto dopo essersi garantito Dubai ( vedi Irish Open), mi spiegherebbe i tagli consecutivamente mancati ( con la sola scialba parentesi al Dunhill Links Champ’ship) per …eccessiva mondanità; spero di sbagliarmi perché scugnizzo fin quanto sin vuole, non bisogna dimenticare che è anche vichingo!

L’accoppiata sudafricana anche se non coetanea non  stupisce. Jaco Van Zyl (50°) classe ’79 l’ho visto solo in tv, ma tecnicamente mi sembra  sulle orme più di  Oosthuizen che di Schwartzel col quale ha in comune solo la passione del volo, e quindi me lo metto in agenda.

Di George Coetzee ( 26°), classe ’89 , ci presi negli Speranzosi 2009, ma cannai in quelli del 2010 visto che lo candidavo a rivederlo alla QS 2011; continuai a cannare non considerandolo nemmeno a I Roveri visto che pur dopo un ottimo inizio stagione vi arrivava da cinque tagli mancati consecutivamente. Dalla telecronaca da Monaco incominciai a prenderlo in considerazione; a Castle Stuart mi detti del cippaiolo vedendolo all’opera; giunto a Castellon e trovandomelo in partenza con Matteo, reduce da un ulteriore exploit la settimana precedente in Portogallo che lo faceva saltare dentro i top 30 (26°), me lo godetti per 18 buche ed il fatto che ora non mi ricordi più il come del suo brutto doppio alla 12, significa che …glielo avevo perdonato. Dopo Dubai ha chiuso allo stesso 26° posto pur vincendo  da Castellon in poi ancora altri 187 e rotti mila euri; il che sta a dimostrare quando man mano che si sale sia difficile presidiare le posizioni.

Lollo, essendo italiano, non lo commento: non ho mai imparato a suonare il violino!

 



 

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