La Soffitta di Carlo Bordogna
2011 Gamberi & Gamberoni
Riprendo la sequenza tradizionale ricordando che andrò ad inventariare vuoi i chi non sono tornati a Dubai, ma restati nei top 117 (115 + 2 affiliated member), nonché quelli (Gamberoni) finiti fuori dai 117, aggiungendovi a costoro tutti i cat.1 -9 che hanno fatto la stessa fine ancorché mantenenti una categoria piena anche per il 2012 grazie alla prorogatio di una loro passata conquista pluriennale della “carta”.
Tralascio gli stralciati per mancanza di quorum primo perché sulla disaffezione dei Cabrera, Vjay Singh ecc. ci faccio spallucce, poi perché il final ranking sul quale mi baso presenta dei casi di quorum carenti che non mi sono del tutto chiari. Anche del simbolo accanto a Fredrik Jacobson non ricordo il significato; di sicuro lo sa Philip Price che è fuori di uno dalla carta (118°) senza più essere dentro nei top 40 della “career money list”.
Il vincitore(sic) dei Gamberi è Stephen Gallacher (61°/2011-26°/2010) classe ‘74; incominciò a gamberare dopo l’US Open; si riprese e a metà agosto rientrò nei top 60, ma in zona Cesarini la trasferta a Dubai gli andò in fumo. Non credo si sia disperato più di tanto perché di top 60 in carriera (20 stagioni) ne ha centrati solo 5.
Suoi “colleghi” alla data agostiana furono: Richard Green (65°/2011-21°/2010) classe’71, Soren Kjeldsen (69°/2011-43°/2010) classe ’75 e Seung-yul Noh (89°/2011-34°/2010) classe ’91.
Noh l’ho solo visto di sguincio in TV e direi che come Danny Lee sono gli enfant prodige ai quali non credo pur riconoscendogli di essersi mantenuto la carta per il 2012 visto che la cat 3 gli scadeva quest’anno.
Green, in carriera ha 48 “medaglie” tra argento e bronzo e 3 ori di cui due al play –off che gli permettono di rifiutare l’etichetta del looser; poi quella del winner al Portugal Masters 2010 , visto chi ha battuto : più Karlsson, Gonzalo e Luiten che un Chicco formato “fuochi d’artificio”, gliela riconosco ob torto collo.
Soren, l’avevo già strapazzato a Castellon nel 2010 per essere a digiuno di vittorie; ho tifato per un suo exploit a Valderrama, vista la sua splendida vittoria nel 2009, ma inutilmente. E’ uno della prima generazione dei boys venutemi a taglio, e non credo gli sia iniziata la luna calante.
Pur non detenendo il primato del salto all’indietro fa sicuramente specie la gamberata di Padraig (Harrington) (67°/2011-20°/2010) classe ’71 e di Soren (Hansen) (109°/2011-60°/2010) classe’74. Il primo, pupillo da sempre, ha come macchia nera l’indebita wild card in Ryder mentre per il resto quello che ha fatto ( 3 Major consecutivi), anche se un po’ tardivamente, lo lascia su un piedistallo inattaccabile. Il secondo, che per anni era stato il francobollo in odm dell’omonimo Anders, incominciò a staccarsi già nel 2010; quest’anno a luglio era finito addirittura al 117° posto; poi ha remato chiudendo a tre inspiegabili cifre. E si ritorna al discorso dei coach che non sanno guarire dei “sani” che improvvisamente si “ammalano”!
Non vado a rileggermi cosa scrissi di chi la parte del Gambero non mi stupisce. Alludo in particolare a Gareth Maybin(117°/2011- 40°/2010) classe ’80 e Damien McGrane (115°/2011-41°/2010) classe ‘71. Inaspettato il salto di – 68 posti di Danny Willett ( 91°/2011-23°/2010) classe ’87 e di – 62° posti di Tongchai Jaidee ( 85°/2011-23°/2010) classe ‘69 , mentre – i 65 di Brett Rumford (110°/2011-45°/2010) classe’77, i – 53 di Ignacio Garrido (97°/2011-44°/2010) classe’72 ed i – 50 di Alejandro Canizares (88°/2011-38°/2010) classe ‘83 hanno più o meno delle spiegazioni e così pure - -36 di Chris Wood (89°/2011-53°/2010) classe ‘87 che ho sempre giudicato sopravvalutato.
Maybin e McGrane ancorché con due presenze recenti non hanno la stoffa dei top 60, mentre a Danny (Willett) non so cosa sia successo perché quel ganassare alla sua “diretta” alla QS 2008 era supportato da una qualità intrinseca messa poi a nudo nel 2009 e 2010.
A Jaidee scadeva l’esenzione di TW 2008 e siccome gli orientali sembrano non aver età mi fa specie che gli abbia influito così tanto al punto da farlo trovare al 119° posto dopo il Madrid Masters anche se davo per scontato il suo salvarsi a fine stagione.
Rumford non è mai stato all’altezza di quel poker australiano del quale ho dimenticato il fante di fiori e dove Adam Scott ed Aaron Baaddeley ne erano quelli di picche e cuori; ha voluto sbatterci la testa nel 2008 sul Pga Tour, poi rassegnatosi a quello europeo si è illuso nel 2010 di esserne un protagonista; credo che dovrà rassegnarsi ad esserne solo un member.
Ignacio (Garrido) ha sicuramente già dato tutto in passato e credo sia già contento di non incontrare altri anni bui come quelli del 2004-2005 e 2007; la gamberata del 2011 che ripete in peggio quella del 2009 non è certo il segnale che peggiora solo negli anni dispari.
Alejandro (Canizares), gli alti e bassi li ha già conosciuti, tant’è che non appena finitagli l’esenzione di TW 2006 ( che fu uno scoop da affiliated member) conobbe subito la QS 2009; tale fu lo spavento che nel 2010 fece fuoco e fiamme, pur senza vincere; quest’anno, ancora fuori dalla carta a metà agosto il recupero di 40 posizioni a fine stagione lo leggo come un buon biglietto da visita per il 2012.
Wood non mi convinse nemmeno nel suo exploit da amateur al The Open 2008; a leggere i rookie of the year dal 2000 in poi il suo nome non fa fare un salto sulla sedia come quello di Scott Drummond, ma, saltando gli ahimé già finiti nella polvere alla Marc Warren ed ora alla Nick Dougherty, non tiene la ruota nemmeno di un Peter Lawrie: figuriamoci degli altri, di cui parecchi già Ryder Cup player, e parlando di Silver Medal a Matteo non pulisce nemmeno le scarpe.
Gli ultimi tre Gamberi sono: Robert Jan Derksen (79°/2011-54°/2010) classe ‘74, Marcus Fraser (68°/2011-52°/2010) classe ‘78 e Gary Boyd (78°/2011-50°/2010) classe ’86.
Robert (Derksen) direi che ha fatto il suo tempo e che ora non gli rimane che fare il pensionato in attività in compagnia del coetaneo Lafeber entrambi spettatori della new generation olandese che avanza .
Fraser se fosse buono avrebbe scelto il Pga Tour e comunque la scuola australiana sforna meno giovani di quanto faccia quella sudafricana.
A Boyd do una wild card; pur avendolo visto prevedibilmente saltare come un birillo a Castellon 2010 contro Matteo, credo che non sia un “garibaldino” inglese; del resto arretrare di 28 posizioni non è un débacle.
Gamberoni, ma che si fanno il solletico sono Henrik Stenson (136°/2011-49°/2010)classe ‘76e Simon Khan (120°/2011-25°/2010) classe’72 perché il primo giocherà con cat.9 (career money winner) mentre il secondo con cat.2 fino al 2015 grazie alla vittoria a Wentworth 2010.
Henrik (Stenson), pupillo fin dalla sua vittoria a Villa d’Este, sembrava destinato a vincere anche un Major e comunque era accreditato di livello superiore a Karlsson, ed invece …….gli è pure venuto un carattere incazzosetto e probabilmente resterà per varie stagioni in categoria 9 visto che vi occupa la 21° posizione con quasi 3,5milion euri di margine dalla 40°.
Khan mi lasciò di stucco già nel ’2004 quando vinse al Celtic Manor; continuai a stupirmi a vedermelo finire nei top 60 fino al 2007; poi quando me lo vidi alla QS 2009 mi dissi semplicemente che doveva succedergli, ma già nella relativa soffitta di allora cannai alla grande scrivendo che nonostante la sua vittoria alla QS la stagione dei miracoli gli sarebbe dovuta finire. Ora potete ben immaginare come restai quando me lo vidi vincere a Wentworth anche se fu in parte colpa di Luke Donald che s’incartò alla 17 (71°)! Anche dal nome non è un inglese insulare, ma penso piuttosto ad uno coloniale e quindi in famiglia paterna un qualche ascendente fachiro ce le deve avere di sicuro.
Non ho capito perché John Parry (126°/2011-51°/2010) classe ’86 sia finito gamberone e nemmeno perché non si sia presentato alla QS; indipendentemente da quanto la mettesse giù dura a Castellon 2010 per i suoi eccellenti risultati nelle settimane precedenti, tanto da non rendermelo simpatico, il suo essere stato Walker Cup player ed il suo volo di palla sono referenze oggettive e il non essere riuscito a presidiare quel almeno suo 109° di metà agosto ( che poi era migliore del 132° pari data 2010) mi lascia perplesso.
Ho tifato perché a Oliver Wilson (130/2011-48/2010) classe’80 e Ryder Cup player 2008 non succedesse di dover andare alla QS dove poi ha dovuto rinunciarvi causa infortunio. Certo che avendolo seguito a Valderrama quando giocò con Chicco e visto il come aveva portato a casa il 72 al terzo giro e dove la buca in uno fu il minore dei miracoli, mi rassegnai anche perché non vedevo come potesse rientrare nei 115 con le quattro gare che gli rimanevano dove gli occorrevano oltre 60milaeuri. Ed anche questo è un caso che finora nessun coach è stato capace di guarirlo.
I restanti gamberoni alla prossima puntata.












Ci sono 0 commenti per questo articolo. Scrivi il tuo commento »
Per lasciare un commento devi essere un utente registrato e aver fatto il login.