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Dopo 20 anni calano i golfisti in Europa

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E’ stato recentemente pubblicata una interessante analisi dei “numeri” del golf in Europa.

Dopo 20 anni di crescita continua il mercato del golf in Europa è per la prima volta calato con una diminuzione di 46.000 golfisti tesserati rispetto al 2011.

Nove nazioni perdono golfisti, quelle che perdono di più sono state Uk & Irlanda -42.700, Svezia -21.000, Spagna -9.700, hanno perso qualcosa anche Francia, Danimarca, Norvegia, Lussemburgo, Ungheria, Cipro e Lituania.

Le nazioni che crescono di più sono Germania +10.800 giocatori, Olanda +7.600, Finlandia +4.600 e Repubblica Ceca +3.500.

L’Italia figura in crescita dello 0,2% pur venendo definita una “infant” destination in termine di percentuale di golfisti rispetto alla popolazione (in questa categoria ci sono Portogallo, Grecia ed alcuni paesi dell’Est)

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strano che figuri anche la Francia che nelle sue statistiche ufficiali denuncia per il 2011 un incremento del 2,65%

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....nello studio danno la Francia a 407.530 con un -0,7% rispetto all’anno precedente (sono esaminati solo gli affiliated players…)

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Redazione - 14 February 2012 01:21 PM

....nello studio danno la Francia a 407.530 con un -0,7% rispetto all’anno precedente (sono esaminati solo gli affiliated players…)

Perché i non-affiliated players gli fanno schifo?

Strano perché costoro sono sicuramente dei giocatori ....

Ma la scempiaggine, la contrarietà al golf sport e la presunzione di superiorità governano purtroppo le menti dei papaveri del golf fino all’autolesionismo.

 

 

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anche qui siamo accostati a grecia, portogallo e ad alcune repubbliche dell’est (leggasi sottosviluppati rispetto all’europa occidentale).
Chi glielo dice al presidente?

kj

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Golf is not a game of perfect (B. Rotella)

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.....reazione un po’ scomposta…..è solo uno studio che ha messo a confronto dei dati certi, cioè quelli dei tesserati alle singole Federazioni in quanto il dato dei giocatori non tesserati non era semplicissimo da ottenere….tutto qui!

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agree sui dati certi; peccato che stante quantomeno la Francia si riferiscano al 2010 su 2009!
trattasi di studio specializzato in ...alberi geneologigi o in cosa?
ps: confermo dati Francia 2011 su 2010 : 418740 contro 407530 = + 2,65%

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carlo bordogna - 14 February 2012 09:42 PM

agree sui dati certi; peccato che stante quantomeno la Francia si riferiscano al 2010 su 2009! trattasi di studio specializzato in ...alberi geneologigi o in cosa? ps: confermo dati Francia 2011 su 2010 : 418740 contro 407530 = + 2,65%

Ma quale agree sui dati certi.

Questi dati sono al massimo coerenti tra loro, nel senso che sono paragonabili in quanto raccolti sulla base di criteri ben definiti.

L’affidabilità di questi dati resta però assai approssimativa in quanto perlo meno in Italia comprendono anche persone che magari non fanno nemmeno un giro di golf l’anno, ammesso che sappiano giocare a golf.

L’unica statistica rilevante è sapere quanti giri di 18 buche l’anno vengono fatti in un determinato territorio, nazione, regione, polo turistico, fino al singolo percorso.

Possibilmente questi dati dovrebbero essere divisi tra quelli che hanno prodotto un green-fee e quelli in abbonamento o gratuiti nei resort che offrono il golf gratuitamente ai loro ospiti.

Da questa statistica potrebbero essere gestiti separatamente quelli effettuati in circoli privati, dove cioé non è permesso giocare prenotando una partenza o semplicemente presentandosi alla cassa per poi pagare un green-fee se non a certe condizioni e sempre presentati e/o accompagnati da un socio.

Questi dati hanno un valore economico, i dati dello studio, aldilà della loro incerta affidabilità, sono invece utili al massimo per delle burocrazie che spesso taroccano i dati.

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.....sono d’accordo, però prendilo come un semplice segnale e che cioè, in piena crisi economica, il golf in Europa non aumenta più e che in alcuni mercati maturi cala…..quello dei green fee è tutto un altro discorso.

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Redazione - 14 February 2012 11:55 PM

.....sono d’accordo, però prendilo come un semplice segnale e che cioè, in piena crisi economica, il golf in Europa non aumenta più e che in alcuni mercati maturi cala…..quello dei green fee è tutto un altro discorso.

Nei limiti che ho prima indicato mi sembra un segnale tutto sommato soddisfacente.

Quello dei giri fatti e dei green fee è però l’unico indicatore economicamente significativo.

Quindi se si parla di periodo di crisi conviene relazionarsi a questo genere di dati, nei periodi di crisi economica il numero dei tesserati/affiliated è assai poco significativo essendo un indicatore tendenziale e non di rilievo economico.

Per capirsi negli USA nel 2009 non è che sono diminuiti troppo gli affiliated, che poi sono comunque rimasti giocatori e magari qualche giro se lo sono fatto pur non facendo più parte stabilmente di un circolo, ma certamente il numero dei giri e dei green fee è diminuito in modo molto significativo.

In un’azienda il numero dei Clienti è importante ma è il fatturato che fa la differenza e che può essere utilmente comparato anno su anno.

Il fatto che dalle burocrazie il golf europeo/continentale non venga visto come un mondo fatto di aziende e giocatori ma da circoli e tesserati è storia vecchia e dura a morire.

Pazienza.

 

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Ah, i giocatori in US nel 2009 non sono calati?

“The National Golf Foundation has recently released their 2009 Summary of Golf Participation in the US and the results continue to highlight the poor state of the game in the US. The number of golfers dropped by 1.5 million or about 5%, from 28.6 million in 2008 to 27.1 million in 2009. The number of golfers is down about 9% (2.7m) over the past five years. The participation rate of 2009 at 9.6% is at the lowest point since 1985”

Un’annata d’oro….

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mario de filippi - 15 February 2012 12:31 AM
Redazione - 14 February 2012 11:55 PM

Per capirsi negli USA nel 2009 non è che sono diminuiti troppo gli affiliated, che poi sono comunque rimasti giocatori e magari qualche giro se lo sono fatto pur non facendo più parte stabilmente di un circolo, ma certamente il numero dei giri e dei green fee è diminuito in modo molto significativo. In un’azienda il numero dei Clienti è importante ma è il fatturato che fa la differenza e che può essere utilmente comparato anno su anno.

Lo so benissimo quello che è successo negli USA nel 2009 e infatti l’ho scritto appunto per sostenere la mia tesi.

I giocatori sono diminuiti nel senso che magari non hanno giocato mai nel 2009.

Però giocatori veri erano e giocatori sono rimasti e magari nel 2010 o nel 2011 hanno ricominciato a giocare o lo faranno nel 2012.

Mentre invece il nostro sistema ingessato (soprattutto in Italia ma anche nel resto dell’Europa continentale) mostra una stabilità che non esiste, tanto che le statistiche sui giri e sui green fee non sono nemmeno rilevati.

Ma perché ci è toccata la rivoluzione francese e non quella americana?
Che abbiamo fatto di male?
Vi faccio notare che l’Europa era letteralmente padrona del mondo e l’America era una landa in mano agli scarti europei.
Dopo poco più di 100 anni ci hanno prima superato in tutto, poi salvato più volte dagli orribili mostri del ‘900, dopodiché hanno consentito la globalizzazione cui cercano di sopravvivere senza rinunciare alla libertà, l’Europa invece è in una crisi da cui non sembriamo in grado di uscire pervasi come siamo solo da inettitudine, invidie e desiderio di conservare i nostri sempre più piccoli orticelli, spesso dorati ma sempre più rinsecchiti.
Che peccato!