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.....poveretto, 3 colpi di vantaggio e il par 5 più facile del campo da giocare…..che disastro!! Il Van de Velde americano….
La Redazione di GolfItaly.com
simile nel vantaggio dissipato. ma posta in gioco e modalità sono ben differenti. kyle non ha fatto alcuna scelta scellerata. jean si. il Farmers non è The Open, l’occasione di una vita.
kyle è stato penalizzato da un colpo sfortunato con eccessivo spin, colpo tra l’altro che ha rigiocato anche al playoff senza che la palla spinnasse così tanto da rotolare in acqua.
ciò che ha fatto jean rimarrà negli annali.
kj
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Golf is not a game of perfect (B. Rotella)
ah, sicuramente…..però se non è una scelta sbagliata giocare quel tipo terzo colpo con quell’asta…..con tre colpi di vantaggio vai in fondo al green, ti fai i tuoi tre putt e alzi la coppa con un bel sorriso! Comunque non c’è dubbio che di questa baggianata non se ne ricorderà nessuno…..
La Redazione di GolfItaly.com
ah, sicuramente…..però se non è una scelta sbagliata giocare quel tipo terzo colpo con quell’asta…..con tre colpi di vantaggio vai in fondo al green, ti fai i tuoi tre putt e alzi la coppa con un bel sorriso! Comunque non c’è dubbio che di questa baggianata non se ne ricorderà nessuno…..
Dov’era con il primo colpo? Se non era messo male l’errore potrebbe anche stare nella scelta di fare un lay-up.
Se puoi fare un doppio bogey ad un par 5 per vincere e ne hai la possibilità, tira al green con il secondo. Se vai in acqua giochi il quarto e hai altri tre colpi per portare a casa l’assegnone.
ah, sicuramente…..però se non è una scelta sbagliata giocare quel tipo terzo colpo con quell’asta…..con tre colpi di vantaggio vai in fondo al green, ti fai i tuoi tre putt e alzi la coppa con un bel sorriso! Comunque non c’è dubbio che di questa baggianata non se ne ricorderà nessuno…..
Dov’era con il primo colpo? Se non era messo male l’errore potrebbe anche stare nella scelta di fare un lay-up.
Se puoi fare un doppio bogey ad un par 5 per vincere e ne hai la possibilità, tira al green con il secondo. Se vai in acqua giochi il quarto e hai altri tre colpi per portare a casa l’assegnone.
JEAN VAN DE TRECCANI’ :-)
Bella battuta, ma poco centrata.
Van de Velde avrebbe dovuto giocare la 18 di Carnoustie come Stanley ha giocato quella di Torrey Pines, e viceversa ;)
Se guardi la mappa delle due buche, te ne accorgi anche tu.
Ho seguito sul live scoring le fasi finali e con sorpresa dopo aver letto che alla 18 Stanley aveva tirato un drive da quasi 300 yardes e fatto un lay up a un centinaio di yardes dall’asta mi ero distratto e tornato a leggere mi sono stupito nel leggere che ci sarebbe stato un play-off.
Detto che buche facili non esistono e che il golf ti aspetta al varco proprio quando meno te le aspetti evidentemente Stanley ha seguito una strategia ragionevole ma ha sbagliato il colpo al green e soprattutto ha sbagliato un putt corto/cortissimo.
Per la cronaca ha sbagliato un putt più corto di quello che snedeker ha dovuto imbucare alla buca decisiva del play-off.
Ultima considerazione direi che il dio del golf dopo aver assistito alle vittorie di Branden Grace (doppia) e, orrore, di Robert Rock ad Abu Dhabi addirittura sui primi 4 del mondo e sul dio in terra del golf Tiger Woods, abbia deciso di mettersi di traverso allo sconosciuto e giovane Stanley n.150 del mondo e impedirgli di conquistare la vittoria.
Stanley è 87.mo nel w.r. e sarebbe stato 59.mo vincendo, come sapete Rock che non credo sia mai stato nei primi cento del mondo oggi è 55.mo.
Insomma la rivolta degli schiavi va bene ma ... fino a un certo punto.
direi che Stanley, alle prese con ..l’infernale, prima volta abbia solo bagnato il naso allo Slattery di Madrid a conferma che gli americani sono sempre ...più forti!
ps: nessun paragone con Jean che è tuttora convinto che sui Campi Elisi scozzesi ci fu solo un ...ingorgo di traffico
Bella battuta, ma poco centrata.
Van de Velde avrebbe dovuto giocare la 18 di Carnoustie come Stanley ha giocato quella di Torrey Pines, e viceversa ;)
Se guardi la mappa delle due buche, te ne accorgi anche tu.
Guardata. Tutto si può fare, ma direi che seconda in acqua e quarto colpo al green senza poter sbagliare più nulla non l’augurerei a nessuno, a un passo dalla vittoria.
Van de velde che se ricordate bene imbucò una serie di putt chilometrici alla 18 era in totale trance.
Fu fortunato col drive a non finire in acqua, a quel punto probabilmente ragionò e pensò che con quel vantaggio bastasse tirare forte dalle parti del green per poter vincere senza pericoli particolari anche se fosse finito in acqua.
Tanto anche sbagliando il colpo e finendo sulle tribune avrebbe potuto droppare senza penalità nei paraggi del green.
Il dio del golf che evidentemente non gradiva la sua vittoria ha fatto sì che la palla colpisse una parte metallica della tribuna e rimbalzasse indietro per almeno 50 metri in un rough fitto da dove il povero Jean finì in acqua per poi droppare finire in bunker da cui uscì bene e dopo aver quasi imbucato chiuse il putt per il playoff.
Quindi non esiste una strategia giusta quando il fato si mette contro.
Stanley ha infatti dovuto sbagliare un cortissimo putt per andare al playoff e un altro corto e comunque più corto di quello imbucato da Snedeker, tutto ciò non c’entra niente con le strategie, prudenti o aggressive che siano.
Guardata. Tutto si può fare, ma direi che seconda in acqua e quarto colpo al green senza poter sbagliare più nulla non l’augurerei a nessuno, a un passo dalla vittoria.
Ci sei o ci fai?
Per arrivare in green, l’ostacolo devi comunque superarlo. Se ci finisci con il 2°, tiri il 4° al green e hai altri 3 colpi per metterla dentro. Se ci finisci con il 3°, al green tiri il 5°.
Se l’ostacolo è proprio prima del green e la pendenza dello stesso porta verso l’acqua, quel che cercherei è di evitarmi di dover tirare al green da una distanza in cui la palla spinna con facilità, ovvero da 60-80 metri.
Io avrei sparato il secondo, anche lungo, tanto hai le tribune ed un free drop.
Alla 18 di Torrey Pines se puoi fare 8 per vincere non ti devi lasciare un 3° colpo che può prendere spin, visto che l’ostacolo è prima del green, alla 18 di Carnoustie se puoi fare 6 devi giocarla come un par 5, non hai ostacoli d’acqua. che entrano in gioco sul terzo colpo.
Se poi è n problema poter tirare il 4° al green e fare tre putt, beh, probabilmente hai sbagliato lavoro.
Guardata. Tutto si può fare, ma direi che seconda in acqua e quarto colpo al green senza poter sbagliare più nulla non l’augurerei a nessuno, a un passo dalla vittoria.Ci sei o ci fai?
Per arrivare in green, l’ostacolo devi comunque superarlo. Se ci finisci con il 2°, tiri il 4° al green e hai altri 3 colpi per metterla dentro. Se ci finisci con il 3°, al green tiri il 5°.
Se l’ostacolo è proprio prima del green e la pendenza dello stesso porta verso l’acqua, quel che cercherei è di evitarmi di dover tirare al green da una distanza in cui la palla spinna con facilità, ovvero da 60-80 metri.
Io avrei sparato il secondo, anche lungo, tanto hai le tribune ed un free drop.
Alla 18 di Torrey Pines se puoi fare 8 per vincere non ti devi lasciare un 3° colpo che può prendere spin, visto che l’ostacolo è prima del green, alla 18 di Carnoustie se puoi fare 6 devi giocarla come un par 5, non hai ostacoli d’acqua. che entrano in gioco sul terzo colpo.
Se poi è n problema poter tirare il 4° al green e fare tre putt, beh, probabilmente hai sbagliato lavoro.
Insomma vuoi dire che Van de Velde aveva ragione a tirare forte in green, jean ha fatto esattamente il ragionamento che hai fatto tu riferendoti a Stanley.
Io invece volevo solo dimostrare che non c’è niente da fare se il fato ti si mette contro.
Se a Stanley alla 18 regolamentare tirando al green fosse successa qualche diavoleria che lo avesso portato al playoff e poi alla sconfitta oggi saremmo a dire che avrebbe dovuto fare il lay up ecc. ecc.
Chiunque si è trovato ad un passo dalla vittoria sa perfettamente che non c’è vantaggio sufficiente a rendere la vittoria una cosa facile.
Solo pochissimi riescono a gestire bene queste situazioni fino a riuscire a farci l’abitudine e questi sono i grandi campioni che si contano sulle dita di una/due mani ogni decennio.
No, non hai capito.
Van de Velde doveva giocare la 18 di Carnoustie come un par 5, evitando i rischi.
Sì ho capito quello che dici ma anche giocando prudentemente può succedere di tutto, come dimostra il caso di Stanley di domenica.
E’ vero infatti che per Stanley dopo il lay up tirare la palla in fondo al green con una pulitella e fare 3 putt o approccio e due putt non sembrava impossibile.
Sì ho capito quello che dici ma anche giocando prudentemente può succedere di tutto, come dimostra il caso di Stanley di domenica.
E’ vero infatti che per Stanley dopo il lay up tirare la palla in fondo al green con una pulitella e fare 3 putt o approccio e due putt non sembrava impossibile.
No non mi pare che tu abbia capito, lasciarsi un lay up da 70 metri e tirare ad un asta in pendenza verso l’acqua non è giocarla prudentemente.
Le due buche oggetto della discussione hanno una conformazione totalmente diversa, ma se rileggi hai tutti gli elementi per capire cosa intendo.
Per un giocatore di golf un colpo da 90 metri (Stanley stava a poco più di 100 yardes dall’asta) non è il più difficile colpo possibile, direi il contrario, e anche se il green è in pendenza basta colpire la palla in un certo modo e tirarla un po’ più lunga per non avere problemi.
Forse Stanley ha creduto di aver vinto e quindi ha tirato un colpo normale per cercare l’asta, ritengo difficile che abbia fatto un colpo perfetto sbagliando e cioè un colpo pieno di spin della lunghezza per l’asta volendo tirare in fondo al green.
Infatti nei giri normali credo che non sempre i giocatori giochino al green alla 18 proprio per non incappare in un possibile 6 o peggio.
Ti faccio notare infatti che andando in acqua col secondo colpo un giocatore normalmente va a droppare sufficientemente indietro proprio per procurarsi un colpo da ca. 90 metri esattamente la distanza in cui si trovava Stanley col secondo, quindi avendo il doppio bogey come risultato utile non era in condizioni pessime.
Giudicare col senno del poi porta a volte a considerazioni che sembrano ovvie ma non sempre sono assolutamente giuste.
Come volevo dimostrare non c’è una soluzione giusta, bisogna saper gestire ogni situazione per quello che è e riuscire a tirare il colpo giusto nella situazione data.
Insomma la strategia, il gioco e l’atteggiamento devono essere coerenti e spietatamente ben coordinati nelle azioni conseguenti.